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Correnti galvaniche

Correnti galvaniche

La tenuta dello scafo: il duro lavoro degli zinchi sacrificali.

I lavori di rimessaggio, la messa in secca delle barche per effettuare il controllo, la pulizia e la pitturazione sono un’ottima occasione per verificare le condizioni degli zinchi sacrificali posti a difesa della corrosione galvanica della nostra imbarcazione. Un’ottima tenuta dello scafo oltre alla sostituzione degli anodi al di sotto del 50% del loro consumo, ne garantiscono una lunga vita.

Cosa sono le correnti galvaniche?

Si è soliti pensare che le correnti galvaniche siano dannose specialmente per le barche in alluminio, infatti solitamente gli armatori delle barche di vetroresina le sottovalutano, ma ne pagano molto spesso le conseguenze.
Le correnti galvaniche sono una reazione elettrochimica che si crea tra due metalli di diverso potenziale elettrico (alluminio e acciaio, bronzo e alluminio, ecc.) immersi in un elettrolita e collegati fra loro. L’elettrolita in questione è l’acqua di mare.
Per avere una corrente galvanica tra due metalli non è necessario che i due siano immersi in acqua, questi possono essere anche all’asciutto, in coperta, dove però si è depositato del sale che quando entra in contatto con l’umidità dell’aria forma l’elettrolita. In presenza di corrente galvanica, il metallo con minor potenziale elettrico si consuma, si scioglie nell’elettrolita, mentre, il metallo con il potenziale maggiore rimane intatto.

Come difendersi dalle correnti galvaniche?

Il modo più usato per ridurre al minimo i danni da corrosione prodotti dalle correnti galvaniche è quello di installare nei punti critici dello scafo dei blocchi metallici di zinco, detti anodi sacrificali.

Questi anodi sono di un metallo, per la precisione zinco (che si usa per le acque salate dove il processo di ossidazione è accelerato rispetto all’acqua dolce, per la quale, invece, si usano anodi di magnesio), che ha un indice di elettronegatività molto basso e per questo motivo, in caso di corrente galvanica, sarà questo l’elettrodo sacrificato, che perderà elettroni e quindi si corroderà, salvando in questo modo le altre parti vulnerabili in metallo della nostra barca.

 

Qualche consiglio utile per evitare brutte sorprese:

-       Quando si monta un oggetto metallico su di un supporto di metallo diverso, tra i due oggetti va messa della plastica o della gomma per creare isolamento tra le parti.

-       Si tenga la 220 volt della banchina allacciata alla barca lo stretto necessario e, quando si finisce di usarla, non è sufficiente staccare l’interruttore, bensì occorre staccare il cavo.

-       Quello che innesca le correnti galvaniche o rende la barca vittima delle correnti vaganti è il collegamento a terra delle diverse colonnine. Quando si usa un rivetto ci si accerti che il chiodo e la camicia del rivetto siano dello stesso materiale.

-       Si ponga sempre un anodo al termine di una treccia di rame che costituisce la messa a massa. La messa a massa della barca dev’essere fatta con cavo a treccia di rame con guaina isolante. Di solito si usa il cavo giallo e verde, colori simbolo della messa a terra.

Alcune situazioni tipiche di esposizione a correnti galvaniche.

L’asse del motore in acciaio inox che fa girare un’elica di bronzo o di alluminio: senza anodo sacrificale, l’elica sarà corrosa.

Le viti di acciaio su falchetta di alluminio, dadi di ferro su prigionieri di acciaio, dado di acciaio su putrelle di ferro per fissare il bulbo, accessorio di acciaio su albero di alluminio, supporti di ferro per serbatoi di acciaio, raicer di scarico su scambiatore, fascio tubiero di rame scambiatore ghisa, dadi di ferro su supporti motore di acciaio.